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Verband der Europäischen Laminatbodenhersteller e.V.

Il pavimento in laminato e gli ottomani . . . - Ovvero: una tecnica antica si propone in una nuova veste

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In un'epoca in cui l’abitare assume una connotazione sempre più individuale, il laminato è fuori di dubbio uno dei materiali da pavimentazione più vario e versatile. La sua storia è lunga e risale ai tempi degli ottomani. Non lo sapevate? Già gli ottomani, e dopo di loro gli arabi, utilizzavano una tecnica che può essere vista a ragione come il precursore dell’odierna plastificazione. La carta era allora un materiale prezioso che arrivava nel Medio Oriente dalla Cina. Per conservarla più a lungo e rendere più agevole la scrittura, gli ottomani l’impregnavano di grassi animali o vegetali. La nascita della moderna tecnica di fabbricazione dei laminati è datata intorno agli inizi del XX secolo, epoca in cui venne inventato anche il cellofan e si iniziò a rivestire la carta e altre materie prime con una pellicola di questo materiale trasparente.

L’obiettivo è chiaro: sia gli ottomani sia gli altri popoli dopo di loro hanno cercato di proteggere la carta e renderla allo stesso tempo più resistente. Nel corso dei secoli, la tecnica utilizzata a tale scopo ha subito varie e profonde metamorfosi. Per rivestire carte e documenti, oggi si ricorre a speciali macchine plastificatici che, lavorando in condizioni di pressione e temperature elevate, saldano le diverse materie prime in apposite buste plastificatrici di materiale sintetico proteggendole così dallo sporco e dall’umidità . La plastificazione è una finitura comunemente impiegata per oggetti d’uso frequente, basti pensare a passaporti, menu, cartine geografiche, depliant, carte da gioco, manuali d'uso, segnalibro e copertine di libri tascabili. Oltre a proteggere, la plastificazione serve anche a nobilitare la carta e le altre materie prime trattate: l’applicazione di una speciale pellicola consente di ottenere suggestivi effetti di colore e lucentezza, ad esempio con una lamina dorata o argentata.

A metà del XX secolo, con la comparsa dei primi pannelli lavorabili, la tecnica della plastificazione venne adottata anche dall’industria europea del mobile, che la adattò alle proprie esigenze impiegandola inizialmente nella la produzione di frontali e piani di lavoro. La procedura consisteva fondamentalmente nell’impregnare la carta decorativa di una resina speciale, operazione questa che serviva da un lato a proteggere la carta e dall’altro a renderla lavorabile. Per mezzo del calore e della pressione, la carta decorativa veniva quindi o pressata direttamente sul pannello portante o utilizzata nella fabbricazione di uno speciale materiale multistrato che, in seguito, veniva incollato sul supporto. È questo il momento in cui compare per la prima volta il termine «laminato» che, nel corso degli anni, sostituir à definitivamente la definizione «stratificato». Per laminato si intende quindi un materiale costituito da diversi strati pressati gli uni sugli altri, il cui strato esterno assolve tuttavia funzioni speciali, in particolare protettive o decorative.

Nasce il pavimento in laminato

Da qui il passo verso i pavimenti in laminato avrebbe potuto essere relativamente breve. Ciò nonostante, ci vollero altri 30 anni finché si poté impiegare il laminato anche nel settore delle pavimentazioni. Considerando che un pavimento deve sopportare sollecitazioni ben diverse da quelle a cui è soggetta la superficie di un mobile, si rese innanzitutto necessario migliorare sensibilmente la resistenza all’abrasione sia dei supporti sia delle resine. Alla fine degli anni 80 la Svezia lanciò sul mercato i primi laminati da pavimentazione, che si affermarono ben presto anche sulle piazze dell’Europa centrale. La bellezza e la varietà dei decori, l’alta resistenza all’usura, la semplicità della posa e l’ottimo rapporto prezzo/prestazioni attirarono prontamente l’attenzione dei consumatori sul nuovo tipo di pavimento. Come ogni altro prodotto innovativo al suo esordio, anche il pavimento in laminato ha dovuto superare un’iniziale fase di rodaggio e maturare sia dal punto di vista tecnico che qualitativo per divenire, oggi, un materiale da pavimentazione che gode da anni della crescente fiducia del pubblico e dei mercati.

Le nuove tecniche di posa senza incollaggio, l’abbattimento del rumore da calpestio, l’impermeabilizzazione di bordi e spigoli e numerose altre proprietà opzionali quali la possibile realizzazione di superfici antistatiche e antibatteriche fanno del laminato uno dei trendsetter tra i materiali da pavimentazione. La moderna tecnologia della sincronizzazione del poro permette la realizzazione di decori per laminati che riproducono fedelmente il modello naturale, sia questo di legno o pietra, e di ottenere qualsiasi altro effetto ottico desiderato. L'autenticità è tale da evocare perfino la struttura naturale del materiale riprodotto. Allo sguardo, la superficie ci trasmette la sensazione tattile del legno vero! Un ruolo chiave nel design dei pavimenti in laminato spetta, insieme alla carta decorativa, allo strato superficiale di resine melaminiche. La consistenza, il colore e/o il rilievo impresso a questo strato permettono di ottenere sulla superficie effetti unici. Un prodotto nobilitato a 360°!

La prossima generazione è già arrivata

Ricerca e sviluppo non si arrestano mai. Ai materiali pressati e impregnati di resine melaminiche si sono aggiunti nel frattempo dei laminati da pavimentazione ottenuti stampando il decoro direttamente sul pannello portante e applicando quindi uno strato di lacca. Inaugurando una nuova generazione di pavimenti in laminato, creano sul pavimento effetti decorativi e tattili mai avuti. Non ci resta quindi che aspettare con curiosità ed impazienza la prossima evoluzione dei pavimenti in laminato. La loro lunga storia non si arresterà qui e di certo non mancherà il suo ricorrente appuntamento con la creatività .   

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Verband der Europäischen Laminatbodenhersteller e.V.
Anne-Claude Martin
Pressereferentin
pressateplf [dot] com
Rue Defacqz 52
1050 Ixelles
Tel. +32.(0)2.536.86.74
 

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